Ds Roma: "La verità su Kone-Chelsea e i no di Summerville e Luiz Henrique. Per Celik era fatta, su Castro..."
Il direttore sportivo della Roma, Tony D'Amico, ha parlato in conferenza stampa delle operazioni di mercato fatte nel corso della sua prima finestra di mercato da dirigente giallorosso. Ecco di seguito le sue parole riportate da Tmw, a partire dal giudizio complessivo su quanto fatto.
RAMMARICO - "La soddisfazione o la non soddisfazione la valuteremo a fine anno, perché saranno le partite a dire cosa abbiamo fatto di buono. Abbiamo acquistato 4 giocatori, tutti protagonisti del ritorno in Champions. Dybala, Pellegrini, Cristante e Mancini, perché siamo arrivati a fine giugno che erano senza contratto almeno due di loro, mentre gli altri due andavano a scadenza. Per me questi sono stati i primi acquisti, il nucleo storico, quelli che hanno attaccamento. Li ringrazio, si sono messi a disposizione pur di rimanere alla Roma. Abbiamo abbassato i loro stipendi. Questi sono gli acquisti che mi hanno soddisfatto di più. Rammarico non ce n'è, siamo felici di tutti i ragazzi arrivati. Ci sono state tante trattative, sono arrivati giocatori con motivazione e voglia. Altri avevano scelto la Roma, poi non si sono concluse le trattative, ma pochissimi hanno detto no alla Roma".
KONE CHELSEA - "Sondaggio, più che trattativa. Ci sono stati dei contatti col Chelsea, ma sono stati informativi. Noi abbiamo acquistato 6 giocatori, mandando offerte iniziali. Quindi il Chelsea ha fatto dei sondaggi, ma mai alcuna offerta. Il mister non ha dato nessun ultimatum perché non c'è stata alcuna offerta ufficiale. Una settimana fa avevo detto che sarebbe stato difficile fare una cessione importante a così poco tempo dalla fine delle trattative".
CELIK E PELLEGRINI - "Cosa è successo con Celik e se ho temuto la stessa cosa anche con Pellegrini? No, Pellegrini è stato il primo giocatore con cui ho parlato. Lui è attaccato alla maglia e alla città, quindi il dubbio non mi è mai venuto, stessa cosa con Dybala, Mancini e Cristante. Per Celik è diverso, era al Mondiale, erano complicate anche le comunicazioni. Il rinnovo era praticamente chiuso, poi ha deciso di andare alla Juventus".
LUIZ HENRIQUE BLOCCATO - "Ci sono state delle problematiche che ci hanno impedito di portare a termine l'operazione. Avevamo l'accordo con lo Zenit e col ragazzo, ma per problematiche tecniche non siamo andati avanti. Per questo devi essere pronto a trovare alternative".
PERCHE' CASTRO - "Quando eravamo su Summerville eravamo anche su Castro, su Molina... Poi ad un certo punto ti devi rendere conto di poter chiudere una trattativa. Eravamo forti su Summerville ma anche su Castro, lì è diventata una questione di tempi. Poi siamo riusciti a chiudere Mora, mentre non siamo riusciti a chiudere Leweling, Luiz Henrique o gli altri nomi emersi che erano veri".
PALETTI UEFA - "Sapevamo quali fossero i paletti, spesso durante le trattative ci siamo dovuti ingegnare, con operazioni cambiate in corsa. Sapevamo cosa dovevamo fare e quali erano gli obiettivi. Abbiamo abbassato il monte ingaggi del 15%, circa 20 milioni. A tempo debito UEFA e società spiegheranno cosa succederà in futuro. Se ad un certo punto sono cambiate le indicazioni della UEFA? Spesso durante il mercato si cambiano le strategie, l'importante è capire che non è solo questione di acquisto di un cartellino, tantissimo fa anche il monte ingaggi nei rapporti con la UEFA. Ci sono tanti cambiamenti che dobbiamo essere in grado di affrontare".
NO ESTERNI DOPO SUMMERVILLE - "La priorità era rinforzare l'attacco. Poi le priorità vanno contestualizzate: si iniziano tante trattative, poi magari ne porti a termine altre. Qui è comunque arrivato Rodrigo Mora, poi è vero che volevamo un altro attaccante esterno con caratteristiche diverse, un po' più fisiche, ma non è corretto dire che l'attaccante esterno non è arrivato. Uno in più è mancato, questo sì, ma gli altri erano quelli che volevamo. Negli ultimi giorni avevamo individuato 2-3 profili giusti, quelli che erano i giocatori che pensavamo potessero sostenere il gruppo. Semplicemente per vari motivi non siamo riusciti a chiudere le operazioni. Leweling era praticamente chiusa sia con lo Stoccarda che col giocatore, poi lui ha avuto un ripensamento e ci siamo fermati. C'erano altri giocatori ma non ci convincevano".
SVINCOLATI - "Valutiamo quello che ci potrà essere ma nel caso lo affronteremo più avanti, non adesso".
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