SOS Fanta News Cragno: "La mia stagione inizia ora, vedrete". Il titolare tra lui e Olsen...

Cragno: "La mia stagione inizia ora, vedrete". Il titolare tra lui e Olsen...

Guglielmo Cannavale

Alessio Cragno non vede l’ora di tornare. Il portiere del Cagliari, che ha saltato tutta la prima parte di stagione ed era rientrato poche partite prima della sospensione della Serie A, ha parlato al Corriere dello Sport della ripresa. Cragno, nelle scelte di Zenga, parte avanti a Olsen, questa la gerarchia iniziale: “La mia vera stagione non è proprio iniziata, solo a partire da ora vedrete il vero Alessio Cragno. Tra una cosa e l’altra, da quando sono rientrato in gruppo, sono passati due mesi e non sono riuscito nemmeno a iniziare perché c’è stato lo stop. C’è tantissima voglia da parte mia e non potrebbe essere diversamente, visto che sto aspettando questo momento da dieci mesi. Ricomincio con tanta voglia perché, ripeto, la stagione per me non è nemmeno iniziata. Un mese e mezzo di allenamenti più quattro partite e poi si è fermato tutto. Ora voglio solo dare il mio contributo alla squadra”.

ZENGA - “Non l’ho visto sul campo perché ero troppo piccolo quando lui ha smesso, ma la carriera che ha fatto parla per lui, anche se non ci ha mai fatto pesare il suo passato. Avere, però, un allenatore che capisce di portieri è per me un valore aggiunto. Ti può dare qualche consiglio al momento giusto, anche se fino ad ora ho notato che rispetta molto i ruoli e si concentra sul suo ruolo di tecnico della squadra, lasciando il resto a chi ci allena. Di sicuro è un allenatore di grande personalità. Siamo un gruppo formato da me, Olsen, Rafael e Ciocci, un giovane interessante del vivaio, capace di lavorare bene - prima con mister Bressan, ora con mister Brambilla - perché tutti danno il massimo per la squadra, in campo o fuori. Il fatto che ci sia grande compattezza, è un elemento importante per tutta la squadra”.

RIPRESA - “Noi non ci siamo mai fermati del tutto perché abbiamo lavorato anche a casa. Però è normale che con una data, dopo due mesi di stop, la concentrazione è aumentata perché finalmente abbiamo messo a fuoco il percorso per arrivarci. Se ti alleni senza un traguardo non è mai facile mentre da quel momento abbiamo avuto più stimoli, più motivazioni. Sarà dura mentalmente perché giocare ogni tre giorni, per un mese e mezzo, non sarà facile. Anche chi è abituato a farlo come le squadre che vanno in Europa o che hanno molti giocatori nelle varie nazionali, non avrà vita facile nel tenere alta la concentrazione e l’attenzione ogni minuti di ogni partita. Servirà un impegno importante per riuscirci”. 

DIFFICOLTÀ - “Un altro giocatore si allena sulla corsa e sulla resistenza, quindi gli basta poco per riprendere confidenza con la palla, per i tiri e i passaggi, mentre per un portiere è diverso. Tutte le dinamiche, le traiettorie della palla e tanti aspetti sono differenti, tanto che rischi di perdere la percezione di gioco che invece è fondamentale. Si acquista solo con le partitelle e gli allenamenti specifici che di sicuro non puoi fare a casa. Sarà normale pagare qualcosa dopo tanta inattività e sarà difficile riabituarsi. Questo è stato un evento eccezionale e sarà la prima volta per tutto e per tutti. Dovremo ricaricare alla svelta energie fisiche e nervose, ma l’aspetto positivo è che non ci sarà tempo per pensare a quello che è stato, ci si dovrà subito concentrare sulla partita successiva”.

SPOGLIATOIO - “La cosa che più mi ha fatto piacere è stato rivedere i compagni. Pur con tutte le cautele dettate dalla sicurezza resta il fatto di poterci allenare tutti insieme, di scherzare, fare battute, sono tutte cose che mi mancavano tanto. Siamo abituati a condividere tutto con i compagni e poi all’improvviso ci siamo trovati due mesi senza. È stato bello”.

NAZIONALE - “Il rinvio dell’Europeo mi permette di avere più tempo per riprendermi dall’infortunio e lasciarmelo definitivamente alle spalle. Avrà più tempo per farmi notare e per cercare di meritare la convocazione. Da questo punto di vista, lo spostamento all’anno prossimo è positivo”.

RIVALI - “Donnarumma e Sirigu sono i più sicuri perché ormai sono dei veterani in quel gruppo. Poi tutti hanno possibilità, da Gollini a Meret ma non solo perché la scuola italiana dei portieri è stata e sarà ancora tra le migliori del mondo. Ogni generazione ha avuto dei portieri super validi che sia in Nazionale che nel loro club hanno fatto sempre bene”.

FUTURO - “Il mio futuro è domani. In questa stagione non sono ancora riuscito a far vedere chi sono e cercherò di farlo da adesso. Per me ora è importante essere qui a Cagliari e fare del mio meglio”.