Nuova giornata al fantacalcio, non mancano anche i consigli Mantra per questo turno. Ecco cinque giocatori da schierare, vediamo anche i ruoli e come impiegarli in questa giornata.
Cinque consigli Mantra per questa giornata, da Barak a Rabiot
Saelemaekers (W) - Cominciamo la nostra rubrica settimanale col più classico dei testacoda: il Milan capolista ospita il Parma, più in difficoltà sia per gioco che per risultati di come ci ha abituato negli ultimi anni, ma comunque ancora leggermente sopra alla quota salvezza. Chi ha preso Alexis, immaginiamo a cifre veramente basse, finora sta certamente gongolando: buone prestazioni, con annesso gol, e titolarità assoluta nel tridente alle spalle di Ibra che finora ha quasi monopolizzato il campionato. Il ruolo di W di certo non lo penalizza, è molto utile nella costruzione di una squadra da mandare in campo nel weekend; peccato invece che non ne possa ricoprire altri, vista invece la duttilità che finora lo ha caratterizzato nella, seppur breve, carriera “reale”. Luci a San Siro: spazio ad Alexis.
Rabiot (C) - Dopo l’exploit di martedì sera al Camp Nou immaginiamo lo sconforto di chi ha puntato su Rabiot e Bentancur, convinti che Pirlo abbia finalmente trovato la quadratura del cerchio con gli 11 eroi di Barcellona; in realtà noi saremmo un po’ più cauti, nel calcio moderno la grandezza di una squadra che ambisce a vincere tutto sta proprio nella capacità di poter mutare interpreti e situazioni tattiche a seconda di momenti ed avversari; figuriamoci la Juve, che negli anni ci ha abituato costantemente a cambiare in modo radicale il gruppo titolari dal mercoledì alla domenica. Adrien è stimatissimo dal nuovo allenatore bianconero, ha probabilmente ancora da migliorare tanto sotto il punto di vista delle scelte e della continuità, ma i colpi non gli mancano: al Ferraris, in una partita che alternerà momenti di gestione ad altri di coast to coast che adora, sembra essere la sua partita ideale.
Agudelo (C-T) - Talento? C’è. Continuità? Un po’ meno. In questi due elementi potrebbe riassumersi l’avventura italiana fino a questo momento del ragazzo colombiano, che fra Genoa, Fiorentina e Spezia ancora non ha giocato tante partite consecutivamente. Anche quest’anno da questo punto di vista sarà dura, un po’ perché il ragazzo ancora è acerbo, un po’ perché Italiano intende valorizzare tutta la rosa a propria disposizione (34 giocatori utilizzati da inizio campionato ad oggi!). A Crotone i punti cominceranno a pesare, puntiamo leggermente di più sullo Spezia perché finora ha saputo regalare sprazzi di ottimo calcio praticamente contro tutti ed in una gara importante questo è un aspetto che potrebbe fare la differenza; con gli spazi intasati, potrebbe essere necessaria una magia: un penny sul talento di Puerto Caicedo, ora o mai più.
Petagna (Pc) - Le gerarchie ad inizio campionato erano state chiare: vice Osimhen, arma da inserire a gara in corso in caso la partita richieda un 9 più fisico e con un vissuto nel campionato italiano. Andrea non ha fatto un fiato, rispettando il suo ruolo e facendosi trovare pronto tutte le volte in cui il suo apporto è stato richiesto, vedi il decisivo gol di Benevento. Finora ha avuto più spazio in Europa League, dove il Napoli ha fatto più rotazioni; ieri sera però hanno giocato praticamente tutti i titolari e mercoledì c’è l’Inter, per cui chissà che non possa trovare spazio nel nuovo stadio Diego Armando Maradona. Match nelle sue corde ed avversario non irresistibile: chi ci ha puntato, lo ha preso per queste partite. Come contro il Crotone all'ultima di campionato.
Barak (C-T) - La pazzia di giornata: all’Olimpico, contro una Lazio sule ali dell’entusiasmo dopo lo storico passaggio del turno in Champions League, sembrerebbe proprio una follia; ma le ultime uscite in campionato delle big dopo le gare europee ci insegnano a predicare calma: ci insegnano che tutte le partite sono aperte e che se affronti una squadra solida, ostica e con un ritmo infernale come l’Hellas, c’è da fare molta attenzione. Premiamo l’uomo in più di queste prime giornate dei veronesi, quel Barak rinato con la cura Juric e scomodo per la sua posizione in campo: ibrida, tra le linee, senza veri punti di riferimento. Già l’hanno scorso l’Hellas (Silvestri su tutti) fece una grande partita a Roma, attenzione allo scherzetto.
Matteo Mannino
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