SOS Fanta News Bremer: "Ecco qual è stata la mia paura più grande dopo l'infortunio! Sulla delusione al Mondiale..."

Bremer: "Ecco qual è stata la mia paura più grande dopo l'infortunio! Sulla delusione al Mondiale..."

Daniele Najjar
Dal ritiro con la Juve il centrale brasiliano Bremer ha risposto in merito alle sue condizioni e motivazioni in vista della nuova stagione. Ecco le sue parole.

Il difensore della Juve, Gleison Bremer, ha parlato di presente e futuro nel corso di un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Dal ritiro con i bianconeri il centrale brasiliano ha risposto in merito alle sue condizioni e motivazioni in vista della nuova stagione. Ecco le sue parole:

FISICO - "Sto bene. Ovviamente non sono ancora al top, visto che ho cominciato più tardi la preparazione. Ma tornerò presto in condizione, sento che la strada è giusta. Due anni per tornare come prima dopo la rottura del crociato? Il primo anno dopo l’infortunio in effetti è sempre difficile. Io non credevo a questa cosa. E pensavo di poter essere un’eccezione. Però la realtà purtroppo è questa. Il lato positivo è che adesso tutto procede bene, il mio corpo risponde come deve: me ne accorgo perché il recupero da uno sforzo è molto più veloce rispetto ai mesi scorsi. Adesso mi serve solo un po’ di continuità. Mi servono le partite"

MONDIALE DELUDENTE - "E’ stata comunque una bella esperienza. Era anche giusto che Ancelotti premiasse i calciatori che avevano conquistato la qualificazione. Pazienza. Sono giovane e spero di essere protagonista nel 2030".

INFORTUNIO DI LIPSIA - "La fase peggiore non è stata l’incidente ma il post recupero, dopo 9 mesi. Al rientro ero convinto che fosse tutto passato: invece era solo l’inizio di un altro percorso, quello che mi avrebbe riportato a essere il calciatore di prima. Sono sicuro che raggiungerò l’obiettivo. Ma ne sono sicuro oggi. Non è stato sempre così. Ci sono state situazioni di gioco in cui ho temuto di non farcela. Parlo della scorsa stagione: in campo la testa andava ma le gambe non l’assecondavano. Lì ho pensato: cavolo. Per fortuna mi sono fatto forza e ne sono uscito".