Come cambia il Bologna con Palladino: il modulo, il rilancio di Orsolini, la difesa e il ruolo di Bernardeschi
Secondo scossone in Serie A. Dopo il cambio repentino della Fiorentina, che ha mandato via Fabio Grosso per tornare da Paolo Vanoli, è il turno del Bologna che dopo la 4^ giornata ha già esonerato Domenico Tedesco, affidandosi a Raffaele Palladino. Ma come cambierà ora il Bologna con il nuovo tecnico?
NELLE IDEE DI PALLADINO - La Gazzetta dello Sport scrive che il nuovo allenatore rossoblu sa benissimo che questa squadra è nata per giocare con un 4-2-3-1. "Domenico Tedesco lo ha fatto in maniera molto spuria, spesso “snaturando” i giocatori, perché se vuoi passare dalla costruzione in zona centrale e non hai un vero regista ma ti affidi a tre mediani è dura; così come se hai ali che sanno attaccare e vedere la porta (Orsolini, Cambiaghi, Mbangula e Bernardeschi), beh, non puoi vederle più rincorrere l’avversario che essere rincorse. La ripartenza di Raffa comincerà da qui e probabilmente dai giocatori giusti nei posti giusti", scrive il quotidiano. Vediamo poi gli altri spunti di cambiamento spiegati dal quotidiano:
BERNARDESCHI E NON SOLO - "Bernardeschi sarà il leader (fra alcuni altri, sia chiaro) e se la vocazione diverrà - come la squadra voleva - più offensiva che rattrappita ecco che potrebbe fare anche il sottopunta nel momento in cui le altre ali a disposizione saranno Orsolini e Cambiaghi. Detto che Berna sta bene a partire largo, ai lati (destro o sinistro), una priorità è chiara: serve ritrovare lo slancio offensivo. Palladino ha lavorato secondo il 3-4-2-1, il 4-2-3-1 ma anche il 3-5-2. Variazioni sul tema ma di certo la squadra - singolarmente - ha voglia di tornare a lavorare verso l’altra porta. Il Bologna di Tedesco lo ha fatto, sia chiaro, ma la lentezza di manovra, l’intermittente ricerca degli uomini offensivi ha opacizzato lo smalto da gol e delle ali. Ecco: Palladino dovrà rianimare proprio loro, le ali: sovralimentate con Italiano, annoiate con Tedesco".
MODULO - Ma attenzione anche al sistema di gioco che ha in mente il nuovo allenatore appunto. "Accenni di cambiamento insomma ma è chiaro che solamente nei prossimi giorni se ne saprà di più. E che certamente il nuovo tecnico ha già in mente come agire dopo le sue esperienze in Serie A con Monza, Fiorentina e Atalanta. Proprio a Firenze, ha spesso cambiato modulo. Ai tempi della Fiorentina è partito dal 3-4-2-1 da metà agosto della sua avventura viola fino a settembre inoltrato quando - dopo l’intervallo nel match contro la Lazio - si è ripresentato in campo col 4-2-3-1, modulo che ha dato risultati e che lui ha portato avanti fino a febbraio. Non c’è uno schema fisso ma è chiaro che col materiale a disposizione le possibilità saranno differenti".
DIFESA - Nessuna rivoluzione all'esordio, ma poi durante la sosta per le nazionali il nuovo allenatore avrà tre settimane per lavorare. "Per la gara contro il Torino di sabato tempo non ce ne sarà abbastanza, di tempo, per fare esperimenti: le variazioni vere, allora, avverranno durante la sosta. Ma la difesa a 3 è un’opzione. «Utilizzeremo sempre la linea a quattro: la difesa a tre non è contemplata» aveva detto recentemente Tedesco. Giusto o sbagliato, i nomi ci sarebbero stati, in squadra, anche numericamente. Perché una linea, da destra a sinistra, formata da Helland-Heggem-Theate è anche una possibilità. Considerando che ci sono anche Vitik e Casale, per ora mai scesi in campo nelle prime 4 giornate di campionato. Tedesco ha voluto una squadra “scarna”, titolare e vice, non di più: ma a livello di centrali difensivi ne è rimasto uno in più (Casale appunto) che adesso può tornare utile".
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