Tutta la verità sul mancato rinnovo di Paulo Dybala con la Juventus. La svela l'amministratore delegato bianconero Maurizio Arrivabene, in un'intervista di stasera, dopo l'incontro di questa mattina. Ecco le parole all'evento United by Alessandro Moggi, riportate da FcInter1908.it: "Il cambiamento più importante è quello di cui si è parlato oggi: la Juventus non ha rinnovato con Paulo Dybala. Questo è stato il cambiamento che c'è stato da ottobre ad oggi".
Arrivabene: “La verità su Dybala: dopo Vlahovic non era più centrale! Irrispettoso fare...”
C'è uno spiraglio?"No. Sono stato molto chiaro. Un cambiamento c'è stato in questo senso con il mercato di gennaio e con l'arrivo di Vlahovic, è cambiato l'assetto tecnico della squadra. Il progetto nostro ha subito dei cambiamenti e parte di questi cambiamenti riguardano il contratto di Dybala che oggi non è stato rinnovato. C'è stato un incontro oggi, amichevole e molto molto chiaro, rispettoso anche per un motivo: da parte della Juventus sarebbe stato facile fare un'offerta molto molto al ribasso ma poco rispettosa nei confronti di Paulo. È un giocatore che ha passato 7 anni con noi. Un'offerta di quel tipo lì non avrebbe dimostrato il rispetto che comunque c'è nei suoi confronti e sicuramente non avrebbe aiutato quelli che saranno i passi futuri della sua carriera. La decisione è stata presa, ci abbiamo pensato molto. E' importante sottolineare una cosa: la dirigenza della Juventus non prende le decisioni contro la Juventus ma per la Juventus".
Nessuna trattativa e Dybala non più al centro del progetto? "Sì, l'ho ribadito. Abbiamo avuto un approccio molto molto sincero. Con gli acquisti fatti a gennaio, con l'ingresso di Vlahovic, la posizione di Paulo non era più al centro del progetto. Per cui abbiamo preferito prendere questa decisione".
Questione infortuni? "No, i parametri erano diversi. C'è un parametro tecnico ma nessuno ha mai messo in questione quella è la bravura e il valore tecnico di Paulo. C'erano poi delle considerazioni da fare sulle presenze, altre sulla lunghezza del contratto e altre di carattere economico. Le scelte da fare a gennaio le abbiamo fatte e quindi siamo arrivati alla situazione di oggi".
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