Marko Arnautovic si racconta in un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Qui le parole principali del centravanti del Bologna su presente, passato, futuro e compagni.
Arnautovic: "Non chiamatemi Ibra del Bologna! Orsolini è come un giovane Arna"
INTER - "Ero un ragazzo: al Luna Park. La grande città, il grande contratto, i grandi campioni, tutto splendente. Ogni giorno ero felice di vedere i campioni al mio fianco ma per me era importante di più uscire, la vita fuori, le macchine: tutto fuorché il calcio. Bad boy? Non mi è mai interessato cosa si diceva... Solo dal sesto mese interista in poi ho cominciato a focalizzarmi sul football: dopo quel fatto di Abu Dhabi, in cui arrivai tardi, Mourinho mi fece capire un po’ di cose e mi misi a fare le cose seriamente. Ma nelle interviste non ho mai detto di aver vinto il Triplete: c’ero, ma in un 2%, come tifoso...".
BOLOGNA - "Nel dicembre 2020 si fecero vivi. Risposi no, non posso: dovevo terminare il mio percorso a Shanghai. Poi il Bologna si è rifatto vivo e a differenza di altri non ha fatto chiacchiere inutili: ha presentato un progetto tecnico e contrattuale. Così si fa. E quando prima dell’Europeo ho sentito Sinisa, beh, ho detto: è la mia squadra. Magari potevo andare in un team più grande? Io non sono da panchina, un’opzione: io gioco".
IBRAHIMOVIC - "Io l'Ibra del Bologna? Noooo... Ibra è Ibra, una personalità e un giocatore più grande di me. Lo adoro, sia chiaro, ma non voglio raffronti. Io come Baggio, Signori e Di Vaio che sono rinati a Bologna? Loro sono stati enormi, io qui sono solo all’inizio. So che devo fare di più".
COMPAGNI - "Ci sono molti leader? Anche giovani di talento: siamo un bel mix. Ma sa cosa conta? Lo spogliatoio: è più importante del campo. Se vai in campo con lo spogliatoio rotto, duri due gare. E qui lo spogliatoio è top. Il più matto? Orsolini: una giovane versione di Arnautovic...".
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