SOS Fanta News Amorim: "Rabiot, Gila e Moreira: cosa filtra per domani! Ramos, Cisse, stop Tomori e rispondo a Cardinale"

Amorim: "Rabiot, Gila e Moreira: cosa filtra per domani! Ramos, Cisse, stop Tomori e rispondo a Cardinale"

Andrea Ajello
Grande appuntamento a San Siro per il derby tra Milan ed Inter. Ecco le parole dell'allenatore rossonero Ruben Amorim in conferenza.

Primo derby per Ruben Amorim che alla vigilia del big match contro l'Inter ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico del Milan, che ha parlato anche della situazione infortunati e dello stop di Tomori, riportate da Tmw:

FIDUCIA DAL CLUB - "Apprezzo molto il supporto di mister Cardinale. Ma avevamo tutti chiarezza sul progetto e sul fatto che non sarebbe stato possibile gettare le basi con delle difficoltà che ci sarebbero state, servirà tempo, anche se vogliamo vincere ogni partita e ci fa male quando ne perdiamo uno".

RABIOT, GILA E MOREIRA - "Se Rabiot, Gila e Moreira sono pronti per essere titolari? Sono pronti ad essere con la squadra, dobbiamo vedere domattina se saranno pronti eventualmente per giocare titolari, questo lo vedremo domani".

TOMORI - "Se visto il problema avuto da Tomori mi pento di aver detto che 28 giocatori erano troppi? Quando succede, ci pensi, ma sono cose che non puoi controllare. Ci sono fattori che sfuggono al tuo controllo. Pensa a Saelemaekers, che ha avuto quel problema fisico praticamente alla fine di una partitella in allenamento durante la sosta per le nazionali. Poi ci si mette Chukwueze con un altro problema, e di conseguenza Moreira finisce per essere sovraccarico di lavoro perché è costretto a giocare più minuti dato che Chukwueze e Saelemaekers non ci sono. Immagina di avere tre giocatori per una sola posizione e che si infortunino tutti e tre: a quel punto sovraccarichi quel reparto. E poi prendi quel giocatore e fai le tue rotazioni, e ti trovi a schierare Tomori... beh, non dico esterno, ma adattato in situazioni d'emergenza, magari facendogli compire un lavoro extra di quattrocento metri di sprint. Poi ovviamente mi assumo il rischio perché voglio vincere contro il Bologna, so perfettamente che non possiamo permetterci di perdere altri giocatori e che certe caratteristiche servivano per quella specifica partita. Così ho spinto su Tomori e ci siamo ritrovati con questo problema. Penso che a volte certe cose semplicemente non si possano controllare, bisogna immaginarle. Nella mia testa, all'inizio, avevo tre opzioni per quel ruolo, e tutte e tre hanno avuto problemi fisici: quando è così, non puoi gestire l'impossibile. A meno di avere una rosa di quaranta giocatori, ma poi devi fare i conti con la gestione finanziaria, con il minutaggio di ognuno, oppure devi accettare di correre qualche rischio, di scommettere un po". Fikayo Tomori ha riportato una lesione a carico di un muscolo flessore mediale della coscia destra. È previsto un nuovo controllo tra due settimane.

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GONCALO RAMOS - "Può essere l'uomo derby, ha avuto delle difficoltà ma penso che siano più problemi collettivi, non ci avviciniamo con abbastanza frequenza all'area avversaria, la squadra non mette abbastanza pressione agli avversari. Può segnare in qualsiasi partita e può essere decisivo anche domani, perché no. Se Ramos deve diventare più cattivo visto che subisce tanti falli? Mi piace il modo in cui stiamo andando qui in Italia, siamo sulla strada giusta. Più velocità, meno falli: credo che sia un'evoluzione che sta migliorando la qualità del gioco. Qualche volta puoi pensare che forse quello possa essere fallo, ma a me piace così. E poi, non ho intenzione di parlare degli arbitri: basta prendere le immagini della partita con l'Udinese e confrontarle con quelle di altre gare. Non dirò una sola parola in più e voi capirete esattamente cosa intendo dire. Ma sugli arbitri non mi pronuncerò, voglio essere cristallino. A me piace questo tipo di indirizzo, mi piace che in Serie A si vedano risultati come 5-1, 4-4, 3-3: penso che sia davvero un grande spot per il nostro Paese e per il nostro movimento. Però, se guardate cosa è successo con l'Udinese e lo mettete a confronto con altre partite, beh... forse diventa difficile per Ramos avere più tocchi di palla, forse è difficile per Ramos muoversi liberamente dentro l'area di rigore. Prendete le immagini, fate il confronto, e poi ragazzi... fate pure le vostre valutazioni e le vostre decisioni".

TANTI INFORTUNI - "Infortuni e problemi muscolari non c'entrano nulla con lo staff medico, con lo staff della palestra o con Milan Lab. La responsabilità è del sottoscritto, del tecnico e del modo in cui allena la squadra. Quello che posso dire è che ci sono diverse situazioni da considerare: il sovraccarico in determinati reparti ci costringe a correre dei rischi, e poi bisogna analizzare a fondo la storia clinica dei singoli giocatori. Prendete, ad esempio, chi dice che un giocatore come Cisse non gioca, segna un gol e poi salta la partita successiva: bisogna guardare il suo storico, i problemi di pubalgia, i gravi infortuni subiti nell'ultimo anno, ed è mio dovere gestirlo di conseguenza. Bisogna considerare quanti match consecutivi abbiano disputato in passato questi calciatori, quanti metri di sprint compiono, se si tratta dello stesso tipo di sforzo o se il gioco è cambiato. È la combinazione di tutti questi fattori a generare gli infortuni. E poi c'è la sfortuna: quando subisci un problema al piede, è pura e semplice sfortuna. Ve lo dico io, l'episodio capitato a Saelemaekers è stata soltanto sfortuna nera. Quando ti ritrovi con un'opzione in meno in una determinata posizione, non puoi più fare turnover come vorresti, e a quel punto le cose succedono. Ma voglio dirlo con estrema chiarezza: lo staff medico è straordinario, sta facendo un lavoro eccezionale e lavora sodo ogni singolo giorno. La gestione dei carichi è compito mio, rientra nelle mie responsabilità. Conosco la storia clinica di ogni giocatore della rosa, conosco il carico di lavoro quotidiano e cerco di gestirlo al meglio. A volte però sono costretto a correre dei rischi, oppure ci sono ragazzi che non sono abituati a giocare tante partite di fila. Prendete un giocatore come Jashari: ha disputato tre gare, di cui due per 90 minuti, senza alcun problema. Altri, invece, giocano un tempo e mezzo e avvertono già la stanchezza. Cerchiamo di monitorare e gestire tutto questo con la massima attenzione, ma ribadisco: sono felicissimo del nostro staff medico e stanno svolgendo un lavoro pazzesco".

CISSE E LEZIONE DALLO UNITED - "Non ho imparato la lezione dall'esperienza precedente: ho scelto più o meno la stessa situazione, un club in piena fase di ricostruzione, che sta provando a lanciare dei giovani come Cisse per costruire qualcosa partendo da zero. È una sfida che mi stimola, mi piace, ed è per questo che ho scelto questo progetto: sono davvero felice della mia scelta".

INVIDIA - "Cosa invidio a Chivu? Ho zero invidia nei confronti di Chivu, perché sono nel posto giusto: sono al Milan, non all'Inter".

DIFESA - "A Bournemouth abbiamo subiito due gol su calcio di rigore e uno si punizione essendo un uomo in meno per tutta la partita. Contro il Bologna, invece, si sono stati sette minuti in quella partita in cui abbiamo subito il quarto gol: eravamo completamente fuori posizione, e invece dobbiamo mantenere la nostra identità fino all'ultimo secondo, perché stavamo guadagnando tempo per riaprire e ribaltare la gara. Subire il 3 a 2 non è la stessa cosa che subire il 4 a 2, e avevamo ancora tutto il tempo per recuperare. La mia sensazione è che dopo il 3 a 2 ci sia venuta l'ansia, iniziando a scomporci e a stravolgere le posizioni in campo: i centrali di difesa che salgono palla al piede, Pavlovic che si lancia in avanti palla al piede, tutte queste piccole sbavature sono dettagli che dobbiamo assolutamente correggere in allenamento, parlandone apertamente. Serve quella maturità collettiva per capire che sì, l'inerzia della partita è cambiata, ma avevamo 40 minuti davanti per rimetterla a posto perché le occasioni le avremmo comunque create. Situazioni diverse, dinamiche differenti su cui dobbiamo inevitabilmente crescere come squadra: questo è un dato di fatto chiaro".

SCUDETTO - "Cardinale dice che lo scudetto è possibile già da quest'anno e che comprerà a gennaio? Sullo scudetto: questo è sempre l'obiettivo. Ma è diventato più difficile per come abbiamo iniziato, noi comunque dobbiamo lottare su ogni fronte. Sul mercato: io sono l'allenatore e devo pensare a come lavorare in campo con la squadra che ho. È chiaro che vogliamo vincere, ma non vogliamo costruire una squadra in grado di vincere un anno, con una scorciatoia, vogliamo vincere più anni consecutivamente, altrimenti c'è il rischio di vincere un anno e poi di ritrovarsi in difficoltà l'anno successivo".

CHIVU - "Ho parlato con Chivu? È molto simpatico. Ci stavamo un po' lamentando dei tempi della presentazione perché abbiamo giocato la sera prima: lui ha vinto, quindi era più felice di me, ma noi avevamo una partita da preparare, ed era quella la nostra priorità. Però penso che siamo rimasti tutti davvero entusiasti del nuovo stadio, credo che questo possano dirlo tutti. L'Inter, per me, è quella squadra di cui parlavamo: una formazione che può giocare a occhi chiusi, che fa rotazioni, come nell'ultima partita a centrocampo, e continua a esprimersi esattamente nello stesso modo. Cambiano determinate caratteristiche individuali, ma sanno già cosa fare in campo anche senza bisogno di allenarsi troppo. Hanno una straordinaria capacità di leggere i momenti della partita. Si percepisce chiaramente che, anche se dovessero trovarsi in svantaggio nel finale, possiedono la maturità per capire di poter vincere qualsiasi incontro: è una consapevolezza che acquisisci quando vinci tante partite e tanti titoli. Hanno tantissimo talento in rosa, ma noi siamo lì per combattere anche contro questo e ci faremo trovare pronti per la partita".

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