Buffon: "Italia, ma quando mai siamo scarsi! Rispondo su Mancini, per Pirlo sono felice perché..."
Lunga intervista concessa da Gigi Buffon, ex portiere che ha rifiutato la proposta di Maldini e Leonardo di tornare in Nazionale, ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole sul momento azzurro: "E ora c’è da riavvolgere il nastro e sperare di ritrovare, con Mancini, lo slancio che ci ha portati all’Europeo, non il clima della seconda eliminazione mondiale".
MANCINI - "Devono rispondere gli italiani e i giocatori. Dallo spoiler di Malagò sul messaggio di Donnarumma mi pare di capire ci sia condivisione. Bene così. Alla fine, Mancini è una scelta tecnicamente giusta perché ha dimostrato un gioco funzionale a un progetto. Se fossi Psg, Bayern, Real, Juve, una big, lo prenderei in considerazione. L'addio resta. Sta parlando con uno che è sceso in Serie B con la Juve e s’è tagliato cinquecentomila euro di stipendio. Solo per il senso di appartenenza".
SPALLETTI - "Offerto già allora? Avevo un ruolo importante, ma non mi spettava l’ultima parola. In quel momento Gattuso era il meglio che ci fosse sul mercato per quel ruolo. Poco tempo e spareggi praticamente certi: c’era bisogno di motivare una squadra un po’ abbattuta e restituirgli entusiasmo e senso di orgoglio. Penso di conoscere il calcio, so che un risultato non si valuta da un’espulsione o da un rigore in più o in meno. Bisogna vivere la quotidianità e intercettare le dinamiche che si creano tra squadra e allenatore, e poche volte ho percepito tanta armonia, stima e comunione d’intenti".
RANIERI - "Capisco che da fuori si possa avere qualche dubbio, è legittimo, però in questo momento è importante una figura così in un ruolo delicato. Ranieri dà mille garanzie personali e tecniche".
PIRLO - "Sono contento che Andrea si sia evitato un percorso così impervio, visto che le premesse non erano delle migliori. Il discorso sito russo è stato un tentativo politico, goffo e mal riuscito per farlo etichettare come “impresentabile”... Ma nonostante queste cose spiacevoli, rimango fervidamente convinto del fatto che bisogna amare l’Italia con l’austera passione dell’esule in patria".
BUFFON E IL RUOLO - "Bello parlare con Maldini e Leonardo, mi avevano proposto un ruolo da dirigente delle nazionali, coordinamento tra la A e le Under. Il loro entusiasmo mi ha fatto vacillare, ma sono rimasto della mia idea: dal 1991 a oggi non mi sono permesso più di venti giorni di sabbatico ed era il momento di dedicarsi a chi si è dedicato a me, moglie, figli, genitori. Ho bisogno di ricaricarmi. Se io fossi dt proporrei: obiettivo principale qualificarsi al Mondiale tra quattro anni.
Su questa base, avrei scelto Conte, poi Baldini e via via gli altri. Ma bisogna avere il coraggio delle scelte e la bravura a comunicarle a tutti, anche alla stampa. Troppo spesso sento dire “quello è la persona giusta”, senza una tangibile motivazione. Ok, ma sono scelte istintive, non studiate. Prima, il progetto e poi la persona funzionale".
GUARDIOLA - "Il solo nome avrebbe dato una spinta e ne avremmo avuto bisogno. Però neanche con lui ci sarebbe stata la certezza dei risultati: è il più grande da trent’anni, ma ha allenato i club. La Nazionale è un’altra cosa".
FUTURO - "Sento da anni tante parole ma nessuna che si trasformi in un progetto sostenibile. Per me, la prima cosa è avere un’idea, metterla sul tavolo e discuterla per capire se è quella giusta. In questi tre anni con Gravina abbiamo proposto e fatto qualcosa, tipo il progetto Under 14, l’idea di lavorare per un tecnico federale, ma non solo, però il problema vero sa qual è? Che non importa a nessuno, compresi i tifosi che pensano solo al risultato. Non sanno che Maurizio Viscidi è stato premiato come miglior coordinatore delle Under grazie ai successi delle giovanili. Non sanno della fatica per far giocare i giovani. Una volta poteva essere comprensibile, oggi è inaccettabile. Perché eravamo il campionato di riferimento e c’erano i campioni. Oggi siamo forse il quinto in Europa, ma ci sono le solite pressioni, allenatori che si giocano il posto ogni domenica, tifosi che non perdonano: siamo un campionato di passaggio, i grandi club mandano qui i giocatori a crescere e, nonostante ciò, non c’è spazio per i nostri giovani! Si rende conto?".
SCARSI - "Ma quando mai. Abbiamo giocatori importanti e bravi anche in Premier. Solo che facciamo finta di non capire che il calcio in vent’anni è stato stravolto. Si può andare in Bosnia e perdere ai rigori, così come la Germania perde con Ecuador e Paraguay e la Spagna fa 0-0 con Capo Verde. Siamo l’Italia è una bella frase, lo saremo sempre perché la storia non si cancella, ma gli altri stanno imparando a essere come noi o più bravi. O vogliamo dire che la Norvegia era modesta? Paura peggior avversario? Sicuro, abbiamo subito bocciature e docce fredde che fatichiamo a dimenticare. Il nuovo ct dovrà infondere fiducia, entusiasmo, e convincere i giocatori che si può fare".
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