SOS Fanta Focus Lazovic: “Ecco quando torno in campo! Seguiamo sempre Baroni, il cambio modulo e la crisi…”

Lazovic: “Ecco quando torno in campo! Seguiamo sempre Baroni, il cambio modulo e la crisi…”

Marco Astori
Darko Lazovic, uno dei leader del Verona, ha provato ad addentrarsi nel periodo di difficoltà che sta vivendo la squadra di Marco Baroni. Queste le sue parole.

Darko Lazovic, uno dei leader del Verona, ha provato ad addentrarsi nel periodo di difficoltà che sta vivendo la squadra di Marco Baroni. Queste le parole dell'esterno serbo ai microfoni del Corriere di Verona: "Ci aspettavamo di fare molto di più ma abbiamo il tempo e la forza per sollevarci. Non è un bel momento. A maggior ragione perché l’inizio di campionato era stato molto promettente, con le due vittorie con Empoli e Roma. La Serie A, tuttavia, la conosciamo bene. Sapevamo che sarebbe stata molto dura, comunque. E certo, c’è da cambiare marcia. Dobbiamo sbloccarci sul piano mentale, la testa è rivolta alla partita con il Lecce. Da troppo tempo mancano i tre punti, questo è un aspetto che si fa sentire. Ma la squadra c’è, abbiamo mezzi e qualità. Non bisogna abbattersi, ma lavorare sul campo, in allenamento. La svolta spetta a noi.

MOTIVI - "I primi responsabili siamo noi. Mancano i risultati e anche le prestazioni, a essere franchi, non sono state soddisfacenti. Siamo arrabbiati, c’è la consapevolezza degli errori che facciamo".

BARONI - "Lo seguiamo sempre. Il rapporto con lui è buono e in discussione lo siamo tutti. Per primi noi giocatori che andiamo in campo e non riusciamo a esprimere quello che possiamo dare".

CAMBIO MODULO - "Si parla del Verona degli scorsi anni, che avendo sempre giocato in una certa maniera variare sarebbe una complicazione. In realtà, del gruppo che c’era quando abbiamo iniziato con Ivan Juric siamo rimasti in pochi, forse in tre. Io non vedo problemi relativi ad un assetto oppure a un altro. Ogni allenatore ha le proprie idee".

COME LA VIVE - "Con consapevolezza. Sono molto legato all’Hellas, a Verona. Ho un forte senso di appartenenza, questa è la maglia con cui ho giocato di più in carriera. Le stagioni in gialloblù sono state bellissime. Dico che c’è da superare questo blackout che ci ha fermato. Ricordiamoci che in tutti questi anni siamo sempre partiti per cogliere un obiettivo: la salvezza. Questo era, questo è ancora".

RIENTRO - "Le mie prove non sono state all’altezza di quel che mi attendevo. C’è stato l’infortunio iniziale e, dopo, quel fastidio che mi ha bloccato in queste settimane. Il riscatto passa dal Lecce. Rientro col Lecce? Adesso sto meglio. Penso di farcela".

PRESSIONE - "Se penso ai posti in cui ho giocato in passato, qui la pressione è sempre controllata. Giusta. Magari c’è, ma non porta negatività. I tifosi, quando mi incontrano, sono rispettosi. No, non c’è questo genere di tensione. E dirò che, appunto, era così anche un anno fa, quando la situazione sembrava decisamente compromessa".

COS'E' VERONA - "Una magnifica città in cui potrei anche restare a vivere. Il posto in cui stanno crescendo i miei figli: Stefan, che ha dieci anni, e Lola, che ne ha sei e ha appena iniziato le scuole elementari. Con loro e con mia moglie, Ivana, stiamo benissimo".