sosfanta focus Fabregas: “Rispondo così sul mio futuro al Como! Ecco cosa cambierà ora con la Champions”

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Fabregas: “Rispondo così sul mio futuro al Como! Ecco cosa cambierà ora con la Champions”

Daniele Burigana
Il tecnico del Como, Cesc Fabregas, ha parlato ai microfoni di DAZN, Sky e in conferenza stampa al termine della sfida contro la Cremonese di ieri, che è valsa la Champions. Queste le sue parole.

Il tecnico del Como, Cesc Fabregas, ha parlato ai microfoni di DAZN, Sky e in conferenza stampa al termine della sfida contro la Cremonese di ieri, che è valsa la Champions. Queste le sue parole, riprese da Tmw.

CHAMPIONS RAGGIUNTA - "L'altro giorno è vero che prima del Parma ho detto loro che con due vittorie saremo andati in Champions League. Ho fatto vedere un video di un ciclista che era sesto e che inizia ad andare più veloce e alla fine mette il piede davanti e arriva. Abbiamo avuto quelle due sconfitte con Sassuolo e Inter, il pareggio contro l'Udinese quindi sapevamo che dovevamo fare cinque-sei vittorie di fila. La sensazione è stata sempre che eravamo lì, e alla fine ce l'abbiamo fatta. Per la prima volta sono un po' senza voce. Non ho mai chiesto il risultato delle altre partite nei novanta minuti, pensavo solo a fare gol alla Cremonese".

DOVE COLLOCA QUEST'IMPRESA - "In altissimo perchè si devono valutare tantissime cose. Penso che adesso è difficile valutare tutto, però è vero che sicuramente la metto in una posizione altissima, per come si è fatto e con chi si è fatto. Si è fatto con ragazzini: quindici giocatori che hanno giocato di più sono quasi tutti under 23, e questo mi sembra meraviglioso. È un capolavoro di tutta la squadra: come hanno creduto, come hanno rispettato tutto il lavoro che volevano fare, hanno ascoltato, volevano sempre di più, hanno alzato il livello quando si doveva fare. Dopo due sconfitte di fila hanno alzato ancora un'altra volta il livello. Veramente chapeau per la squadra, un grandissimo applauso a loro. Sono molto contento per la gente di Como, perché lo merita".

IN COSA È MIGLIORATO - "Un po' di tutto. lo dico sempre che qui ho dovuto prendere molte decisioni da quando è arrivato il presidente, perché mi ha dato un po' la chiave dell'operazione calcistica. Oggi parlavo con due fisioterapisti che, quando sono venuto io a giocare quasi quattro anni fa, ci allenavamo senza centro sportivo, in un posto che non ricordo dov'era, e facevamo il massaggio dentro un bar, in un campo. Tutti andavano via alle 12-12.30, non c'era nessuno. E adesso, meno di quattro anni dopo, stiamo giocando la Champions. Questo è il mio secondo anno e mezzo come allenatore, grazie a tutto lo staff per come mi spinge, per come capiscono la mia voglia di andare sempre a vincere. Lo so che alcune volte sono molto pesante, però è stata la mia vita: provare sempre a fare quel calcio che vogliamo fare, ma sempre attraverso la vittoria. E questo mi rende orgoglioso. Ripeto, sono cresciuto molto, molto, molto. Mi hanno dato un'opportunità incredibile ed è come andare all'università tutti i giorni, perché devo prendere tantissime decisioni che non sono solo da squadra, sono di altri posti che sicuramente il giorno che andrò via e sarò allenatore di un'altra squadra non dovrei fare: sarò solo un allenatore".


FUTURO - "Non lo so ancora, però io sono molto contento, sono molto tranquillo. Sì, è vero che alle volte il timing è importante, però sono molto contento di quello che stiamo facendo qui e con chi lo stiamo facendo. Questo per me rappresenta tanto. Alla fine abbiamo sempre quella voglia, no? Voglio di più, voglio di più. Anche l'anno scorso ho dovuto prendere tantissime decisioni che non sono state facili, però penso che fino adesso questo progetto era la miglior cosa per me. La vita è lunga: ho 39 anni, come mi diceva Mourinho due settimane fa, mancano fino agli 80, quarant'anni di lavoro. Non si deve avere fretta, si deve lavorare, si deve imparare molto, molto, molto tutti i giorni. Quando un giorno ti senti preparato, magari farai il salto. E se non si deve fare il salto, sicuramente perché vuol dire che il Como continua a crescere, e qui è già stato fatto un salto. Però per questo ancora manca, manca molto".

PREMIO AI CALCIATORI COME IN B - "Ci sono giocatori che hanno già abbastanza soldi qua, non è come in Serie B".

LA GESTIONE CON LA CHAMPIONS - "Le cose cambiano un po', domani abbiamo una riunione e iniziamo a pensare cosa fare. Il livello si alza, rischi di andare al Bernabeu, all'Allianz e perdere 6-0. Dobbiamo essere preparati, mi piace allenare e crescere i ragazzi, ci sta che però dobbiamo acquistare un po' di esperienza. Non abbiamo giocatori di quell'età tra 25 e 28, abbiamo molti ragazzi giovani ed alcuni 33-35".

FUTURO A COMO? - "Speriamo, la società è ambiziosa. Mi piace sempre fare prima la riunione, siamo contenti, se la società continua a spingere, anche io spingo. C'è tanto margine per migliorare. Sarà una grande esperienza e voglio prepararmi bene perchè in Europa è tosta. Dobbiamo lottare in tutte e tre le competizioni".

ITALIA - "Io sono molto contento in Italia, non sono italiano ma sono parte del calcio italiano. Sono stato bene anche da calciatore, sono innamorato di questo paese. Speriamo di stare insieme tanti anni".